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Giudice terzo e imparziale quale elemento “presupposto” del giusto processo tra Costituzione e fonti sovranazionali

Filippo Raffaele Dinacci

Archivio Penale
© Pisa University Press 2017
Ricevuto: 09 ottobre 2017 | Accettato: 16 ottobre 2017 | Pubblicato: 18 ottobre 2017


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Riassunto

L’uniformità del quadro normativo europeo e costituzionale, laddove richiede un giudice terzo e imparziale, impone nuove prospettive esegetiche; e ciò non solo per l’efficacia dei comandi provenienti da fonti sovraordinate, ma perché i requisiti caratterizzanti la giurisdizione rappresentano, secondo il volere costituzionale, l’elemento “presupposto” del giusto processo. Di qui l’esigenza che i caratteri della giuridizione siano comunque tutelati, anche in quelle situazioni che sfuggono alle previsioni normative. Ed in tale prospettiva, occorre recuperare il valore di garanzia delle sanzioni processuali “relegate all’angolo” da una giurisprudenza non sempre in linea con l’oggettività del dato normativo.

 

The consistency of the Europeanand constitutional framework, requiring a third and impartial judge, calls for a new critical interpretation; partially because of the effectiveness of wordings coming from higher law, but also because the jurisdictional requirements constitute, according to the constitutional will, the pre-condition for a fair trial. Hence the need to protect the above mentioned issues, even in those cases that aren’t normatively provided for. And in this perspective, the value of procedural safeguards needs again to be stressed, by overruling a case –law not always complying with written law.


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