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Habemus EPPO! La lunga marcia della Procura europea

Lorenzo Salazar

Archivio Penale
© dell'autore 2017
Ricevuto: 11 ottobre 2017 | Accettato: 17 ottobre 2017 | Pubblicato: 19 ottobre 2017


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Riassunto

Il 12 ottobre 2017, dopo una gestazione durata oltre 20 anni, il Consiglio dei Ministri della giustizia dell’Unione ha finalmente adottato, attraverso una procedura di cooperazione rafforzata che vede la partecipazione di 20 Stati membri, il regolamento sull’istituzione di una Procura europea (EPPO) che avrà sede in Lussemburgo e competenza ad indagare e perseguire, dinanzi alle giurisdizioni nazionali degli Stati partecipanti, gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione. L’EPPO avvierà concretamente le sue attività non prima di tre anni a decorrere dall’entrata in vigore del regolamento. Lo scritto presenta il lungo cammino che ha condotto alla creazione del nuovo organo dell’Unione, dalla sua prima concezione sino alle più recenti tappe di negoziato. In particolare viene presentata la progressiva mutazione genetica dell’iniziativa, caratterizzata dallo spostamento verso la dimensione nazionale (“national link”) dell’effettivo centro decisionale. All’iniziale modello della Commissione europea, di tipo verticistico, articolato su un agile livello centrale composto di soli 5 membri che avrebbero diretto le indagini condotte, a livello decentralizzato, dai procuratori europei delegati, è stata sostituita una struttura centrale di tipo collegiale, diretta dal Procuratore capo europeo e composta da un procuratore europeo per ogni Stato partecipante, ciascuno dei quali sovrintenderà di regola alle inchieste condotte nel suo rispettivo Stato di origine dai procuratori europei delegati costituenti il livello decentrato dell’organo. In chiusura, viene anche presentato il tema del possibile allargamento della competenza della Procura europea al fine di ricomprendervi anche i più gravi reati transnazionali tra cui, in particolare, il terrorismo.

 

“The long march of the EPPO”

On 12th October 2017, following a preparatory phase which lasted for more than two decades, the Ministers of Justice of the EU finally adopted, through a special procedure of enhanced cooperation among 20 Member States, the regulation establishing the European Public Prosecutor's Office ("the EPPO”) with the sit in Luxembourg. The new body shall be responsible for investigating, prosecuting and bringing to judgment the perpetrators of criminal offences affecting the financial interests of the Union to the national Courts of the participating States. The EPPO will start its operational activities three years (at least) after the entry into force of the regulation.  The article illustrates the long process which has brought to the establishment of the new body of the Union, from its first conception till the most recent steps of the negotiations. In particular, it presents the genetic mutation of the initiative, characterized by a progressive shift towards the national dimension of the real decision-making centre (so called "national link”). The “vertical” model initially proposed by the European Commission, based on an agile central level of operation composed of only 5 members who had to direct the investigations conducted at national level by the European Delegated Prosecutors, was then replaced by a College, composed of a European Prosecutor for each participating State and chaired by the European Chief Prosecutor. The European Prosecutors shall supervise, at central level, the investigations and prosecutions conducted, at decentralized level, by the European Delegated Prosecutors in their respective States of origin. The increasingly likelihood of an expansion of the competences of the EPPO, in order to cover the most serious transnational crimes, in particular terrorism, is also presented in the conclusions.


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