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Invalidità dell’elezione di domicilio per mancata traduzione all’alloglotta: la soluzione restrittiva della giurisprudenza

Maria Merlino

Archivio Penale
© dell'autore 2019
Ricevuto: 20 marzo 2019 | Accettato: 26 marzo 2019 | Pubblicato: 29 marzo 2019


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Riassunto

 

Il presente contributo analizza una recente decisione della Corte di cassazione che esprime un orientamento restrittivo circa l’invalidità dell’atto di elezione di domicilio non tradotto realizzato- mediante semplice dichiarazione verbalizzata dalla polizia- dall’indagato straniero. Il progressivo ampliamento delle garanzie difensive per l’indagato o imputato straniero, soprattutto per effetto degli ultimi interventi del legislatore europeo, non è giunto ancora ad un pieno ed incondizionato riconoscimento del diritto all’assistenza di un interprete o alla traduzione scritta di tutti gli atti del procedimento penale. 


Invalidity of the election of domicile for non-translation to the contract: the restrictive solution of the case law


The contribution analyzes a recent decision of the Supreme Court that expresses a restrictive approach about the invalidity of the act of the domicile choise that has not been translated, realized- by means of a simple oral declaration recorded by the police- by a foreign accused. The progressive expansion of the defensive guarantees for the foreign accused, especially as a consequence of the most recent european legislator’s interventions, has not yet reached a full and unconditional recognition of the right to an interpreter assistance or to a written translation of all the acts of penal procedure.


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