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La riforma delle misure di prevenzione patrimoniali ad opera della l. 161/2017 tra istanze efficientiste e tentativi incompiuti di giurisdizionalizzazione del procedimento di prevenzione.

Anna Maria Maugeri

Archivio Penale pp. 325-381
DOI 10.12871/978883318026719 | @ Pisa University Press 2018
Ricevuto: 09 marzo 2018 | Accettato: 28 marzo 2018 | Pubblicato: 29 marzo 2018


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Riassunto

La riforma della disciplina delle misure di prevenzione, introdotta dalla legge n. 161/2017, se, da una parte, ha dei meriti (come l’introduzione del controllo giudiziario ex art. 34 bis), dall’altra continua ad esprimere una precisa strategia di politica criminale efficientista e vorace volta a estendere l’ambito di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali e a cercare di semplificare l’onere probatorio dell’accusa, come emerge, innanzitutto, dall’inclusione nella categoria dei soggetti a pericolosità qualificata degli indiziati dei reati contro la p.a., realizzati in forma associata, che già rientravano nella categoria dei destinatari a pericolosità generica. Nonostante lo sforzo della Suprema Corte di fornire “un’interpretazione in senso convenzionalmente conforme” della pericolosità sociale, in particolare generica ma non solo, in seguito alla sentenza De Tommaso della Corte Edu, rimane la genetica problematicità delle misure di prevenzione, applicate in un procedimento non sufficientemente garantistico anche in seguito ai piccoli passi in avanti in tale direzione fatti con la riforma. Il tutto è particolarmente drammatico, perché come affferma sempre la Suprema Corte, il sistema delle misure di prevenzione “tende a porsi con sempre maggiore forza in termini di alternatività alla risposta sanzionatoria penale”.

 

The reform of the preventive measure, introduced by law n. 161/2017, if, on one hand, has some merits (i.e. the introduction od judicial control in art. 34 bis d.lgs, 159/2011), on the other hand, it carry on pursuing a precise strategy of efficient and voracious criminal policy, aimed at extending the scope of preventive measures against property and at simplifying the prosecutor’s burden of the proof. This is demonstrated, in particular, by the inclusion in the categories of subjects with a “special dangerousness” of the individuals suspected of crimes against the public administration, if realized in associated form, who already fell into the categories of recipients with “ordinary dangerousness”.

Despite the Supreme Court's effort to provide an interpretation of the concept of “dangerousness”, “ordinary” but not only, consistent with the De Tommaso judgment of ECHR Court, the genetic problematicity of preventive measures remains, also in consideration of the fact that they are applied in a proceding with not sufficient safeguards, also after the small steps forward in this direction, made with the reform. This is particularly dramatic, because as the Supreme Court affirms, the system of preventive measures "tends to put itself with ever increasing strength in terms of alternativeness to the penal sanction response".


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