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Questioni di confisca e prescrizione: la necessità di una condanna (anche non passata in giudicato)

Alessandro Dello Russo, Eleonora Addante

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 09 luglio 2018 | Accettato: 10 luglio 2018 | Pubblicato: 10 luglio 2018


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Riassunto

Il testo analizza la decisione con la quale la Corte europea dei diritti dell’uomo, Grande Camera, ha condannato l’Italia per la violazione degli artt. 1, Prot. n. 1 Add., 6, § 2, e 7 C.E.D.U.

Nel dettaglio, la sentenza affronta il problematico rapporto intercorrente tra la confisca urbanistica ex art. 44, co. 2, d.P.R. n. 380 del 2001 e la sentenza di proscioglimento per prescrizione del reato. Lo scritto concentra, in particolare, l’attenzione sul presupposto della “dichiarazione di responsabilità penale”, quale requisito imprescindibile, a detta della Grande Chambre, per l’irrogazione della misura ablatoria.

                         

The text analyzes the decision by which the European Court of Human Rights, Grand Chamber, condemned Italy for the violation of Articles 1, Prot. n. 1 Add., 6, § 2, and 7 C.E.D.U.

In detail, the sentence deals with the problematic relationship between urban confiscation to art. 44, co. 2, d.P.R. n. 380 of 2001 and the sentence of acquittal due to the prescription of the offense. The paper focuses, in particular, on the assumption of the "declaration of criminal responsibility", as an essential requirement, according to the Grande Chambre, for the imposition of the ablatory measure.

 


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